Sport e vergogna

Da sportivo praticante, da podista, da utente del campo di atletica leggera di Santa Rosa “Luigi Montefusco” (ai più noto come Campo Coni), provo un misto di vergogna, rammarico, rabbia per lo stato di trascuratezza, indifferenza, colpevole disattenzione in cui versa questa struttura sportiva.

Una struttura frequentatissima dagli sportivi e da tanti utenti, cittadini, desiderosi di praticare un pò di sana attività fisica all’aria aperta. Anche la sera. Perchè alle nostre latitudini, il clima che regala temperature miti anche d’inverno, consente di praticare anche a tarda ora attività che nel nord Italia si svolgono col termometro sotto zero.

Tant’è che il Campo prevede l’apertura fino alle ore 22.

Ma qui inizia la cronaca della vergogna.

A dispetto dell’orario notturno, la pista di atletica leggera rimane costantemente spenta lasciando al buio gli spericolati che si cimentano sulle corsie (eppure le luci dovrebbero funzionare! ).

Che dire poi di quel cosiddetto percorso della salute che può essere tale solo nelle ore solari. Infatti qui, seppure l’illuminazione rimane accesa, si procede nella penombra, causa un impianto di luci a globo che inadeguatamente illuminano il percorso, più adatte ad un giardino pubblico che alla pratica del podismo.

Chi si arrischia sovente incappa in rovinose cadute.

Eppure tanti soldi sono stati spesi solo pochi anni fa.

Alcuni di questi per una ampia tensostruttura a forma di vela, di nessuna utilità, repentinamente smontata perché inadatta al nostro clima ventoso.

Il vero punto dolente di questa struttura è tuttavia lo spogliatoio.

Oggetto anch’esso di un maquillage recente, davvero piuttosto “light”, versa in condizioni disastrose ed antigieniche.

Uno scarno arredo con panche e appendiabiti a mia memoria presenti e già vecchi oltre vent’anni fa e mai rinnovati. Intonaci cadenti e “mangiati” dall’umidità. Addirittura una porta divelta ed appena in equilibrio al residuo di montante rimasto.

Scarse igiene nei servizi ovunque. Perché non è possibile rigovernare e ripulire uno spogliatoio frequentato da decine o centinaia di persone due volte al giorno.

Docce che non funzionano quasi mai (annunciate da un cartello affisso alla buona sulla gettoniera). Ruggine, incuria, sporcizia e incrostazioni ataviche su pavimenti. Igienici incompleti ed inadeguati. Doccie mancanti del soffione col loro moncherino di tubo.

Una vergogna assoluta che dovrebbe far arrossire i nostri amministratori. Una vergogna che restringe i nostri spazi sportivi anziché ampliarli. Incuria, assenza di attenzione, noncuranza, mancanza di manutenzione, progettazione priva della conoscenza delle esigenze minime e basilari dello sportivo. Sciatteria e strafottenza.

Non so loro, ma io, da semplice cittadino amante dello sport, me ne vergogno.

 

Campo di atletica detto "CONI"

Campo di atletica detto “CONI”

gabriele molendini

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