Torre Veneri: TAR e caratterizzazione.

piano di caratterizzazione

piano di caratterizzazione

“Per quanto concerne lo stato dell’arte del processo di finanziamento del Piano di Caratterizzazione (pdC), già elaborato dal Di.S.Te.B.A… in data 01/07/2016, (il Min. Difesa ndr) inserisce l’attività di seguito specificata, nell’ambito di quelle da finanziare entro il corrente E.F.

E’ inoltre da aggiungere che, oltre ad aver previsto il finanziamento degli oneri necessari all’attuazione del Pdc (euro 231.000), sono stati già allocati anche i fondi per l’eventuale successiva analisi di rischio spercifica (euro 12.150), che verrà effettuata solo nel caso in cui i risultati del citato PdC conferimino i uspermenti delle CSC (Concentrazione Soglia di Contaminazione).

Questo passo è riportato nella memoria dell’Avvocatura dello Stato in rappresentanza del Ministero della Difesa, nel giudizio al Tar promosso da Lecce Città Pubblica lo scorso 27 giugno contro la delibera regionale di Valutazione di Incidenza Ambientale sulle attività militari del Poligono di Torre Veneri.

Questo passaggio testimonia senza più alcun ombra di dubbio anche ai più scettici, la concretezza e la rilevanza dei pericoli per la salute umana e l’ambiente di un sito di importanza comunitaria, che finalmente, dopo una lunga ed insistita campagna di Lecce Città Pubblica, l’attuazione delle analisi previste nel piano di caratterizzazione dovranno misurare.

Finalmente grazie a LCP il Ministero della Difesa si da una mossa e procede alle verifiche del piano di caratterizzazione, pronto dal 2014, e finora mai avviato, per la valutazione obbligatoria per legge del rischio salute/inquinamento.

Ma facciamo un passo indietro e ripercorriamo le ultime tappe. L’ultima puntata della vicenda Torre Veneri aveva visto, dopo il preavviso di diniego del febbraio scorso da parte della Regione Puglia sull’istanza dei militari per la Valutazione di Incidenza Ambientale, un supplemento di osservazioni da parte degli stessi ed il rilascio della Vinca con prescrizioni da parte della Regione. in data 21 aprile u.s

LECCE CITTA’ PUBBLICA, grazie alla cui iniziativa si era riusciti a colmare il vuoto di legalità della mancata valutazione di incidenza ambientale sulle attività militari a fuoco all’interno del Sito di Importanza Comunitaria Torre Veneri aveva manifestato cauta soddisfazione. Finalmente c’era un provvedimento cui per anni si era disatteso. Tuttavia le prescrizioni apparivano a nostro giudizio troppo blande ed assolutamente contraddittoria la circostanza per cui la Regione rilevava l’assoluta necessità che il Piano di Caratterizzazione redatto dal Disteba per i militari fosse attuato, per conoscere l’esito delle analisi e valutare i rischi ed eventuali provvedimenti per gli inquinanti rilevati.

In data 27 giugno LECCE CITTA’ PUBBLICA, col patrocinio degli avv. Adriano Tolomeo e Barbara Renna, decide di ricorrere al TAR avverso il provvedimento della Regione richiedendo di adottare in via cautelare tutti gli atti necessari per una rapida e concreta attuazione del piano di caratterizzazione di Torre Veneri finora approvato da settembre 2014 e mai attuato.

Ad avvalorare quanto lamentato da LCP parere scientifico prof Lopalco, ordinario di Igiene presso la Facoltà di Medicina di Pisa, che sostiene come non si possano compiutamente valutare i rischi derivanti dagli inquinanti rilevati senza l’attuazione del Piano di Caratterizzazione (analisi dei suoli).

Inoltre ci si è avvalsi di altroperizia de giorgio, il quale ha tassativamente escluso che si possa valutare la biodisponibilità e la mobilità dei metalli pesanti rilevati (piombo e rame con valori elevatissimi) senza prima procedere all’attuazione del Piano di Caratterizzazione: “..Pertanto l’attuazione del Piano di Caratterizzazione del sito è indispensabile per poter escludere il passaggio da una situazione di inquinamento non pericoloso e sotto controllo da metalli pesanti a quella dannosa per la salute dovuta al transito dei metalli pesanti nel suolo alla falda acquifera ed alla catena alimentare dell’uomo”.

Alla luce delle importanti novità acquisite dalle memorie difensive dell’avvocatura dello Stato, LCP rinuncerà a richiedere provvedimenti cautelari per andare direttamente a discutere del merito della vicenda una volta che siano state effettuate le analisi previste nel piano di caratterizzazione da qui a fine anno. Avremo elementi certi su cui poter incardinare le valutazioni anche degli organi giudiziari.

Nel frattempo vigileremo affinché tutto proceda come dichiarato e ci auspichiamo che gli enti interessati, Regione in primis, ma anche Comune di Lecce e Provincia (finora assolutamente latitanti), vogliano finalmente farsi parte attiva nella vicenda pretendendo ed ottenendo il rispetto di tutto quanto la legge prevede a tutela della salute umana e dell’integrità di un Habitat protetto quale quello di Torre Veneri.

Siamo certi che anche le principali associazioni ambientaliste vorranno affiancarci d’ora in avanti per vigilare su quanto avverrà e sostenere la nostra battaglia a difesa della salute e dell’ambiente.

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