“Sine Putimu” ?

Ieri la Giunta ha prorogato di una anno – a decorrere da novembre 2016 – gli accordi con l’Università di Genova per la redazione del PUG.

Dunque, a meno di nostre incapacità a comprendere, ciò significa che:

  1. come da tempo denunciamo questa amministrazione non ha considerato il PUG una priorità assoluta e urgente da consegnare alla città;
  2. salvo sorprese, quindi, questo secondo mandato del Sindaco Perrone si concluderà senza aver approvato il nuovo strumento urbanistico.

Lecce è dotata di un PRG in vigore dal 1989: un piano ormai obsoleto, svuotato di efficacia e di senso, spremuto fino allo stremo da varianti notevoli che da oltre 20 anni governano la città.

Dal 2005 – anno in cui la Giunta Poli, con Paolo Perrone vice sindaco, ha iniziato l’iter per la formazione del nuovo Piano Urbanistico – sono trascorsi 11 anni:
un tempo  troppo lungo per non trarre un bilancio 
politico.

Lecce, capoluogo di Provincia, città sempre più complessa – abitata dai suoi residenti e attraversata quotidianamente da chi qui viene per lavorare, studiare, trascorrere il proprio tempo libero, meta di flussi turistici importanti – deve continuare a crescere con interventi tampone.
Ancora priva, dopo un lungo ciclo politico, di uno strumento che ridefinisca la mobilità urbana ed extraurbana; senza una risposta alla domanda di casa; senza un ripensamento dei suoi servizi e attrezzature, della gestione dello spazio pubblico, dei suoi consumi energetici e della produzione dei rifiuti; senza adeguata tutela delle emergenze ambientali e culturali; senza una riflessione sul piccolo commercio; senza una risposta alla domanda di ricettività integrata; senza un ripensamento della fiscalità urbana.
Con un centro storico ormai allo stremo, le marine prive di rilancio, e i quartieri residenziali slegati dal resto della città.

Era il 2012 quando il Consiglio Comunale adottò il Documento Programmatico del nuovo PUG. I cittadini hanno prodotto le osservazioni, ancora non si hanno risposte. Siamo stati scettici e critici sul programma partecipativo SINE PUTIMU avviato nel 2013 (ma abbiamo partecipato depositando i nostri contributi);  i fatti oggi ci danno ragione, non può esserci partecipazione senza rispetto dei tempi, senza un ritmo cadenzato, continuato.

immagine pug non ridotta

Siamo stati scettici quando abbiamo ascoltato i numerosi annunci dell’assessorato di competenza che promettevano tempi stretti per il PUG (l’ultimo per questa estate): ed infatti i verbali dei tavoli regionali non stati mai pubblicati. Anche qui, i fatti ci stanno dando ragione.

Gli uffici sono impegnati in continue varianti.
La migliore performance di produttività della Giunta Perrone è questa: con procedimenti che spesso sono ritirati per errori e superficialità, un lungo elenco in questa consiliatura.

Gli accordi con l’Università di Genova sono stati ripetutamente modificati con puntuali proroghe. Nel 2014 si stabiliva la scadenza della convenzione a ottobre del 2016; oggi si trasla tutto di un altro anno. La motivazione – come si legge in delibera – dipende dalle necessarie “verifiche di coerenza tra obiettivi delle trasformazioni e elementi di innovazione della normativa”. Quali? Il PPTR, il Piano della Regione Puglia che detta le nuove regole per le trasformazioni territoriali,  è stato approvato a febbraio del 2015.

Nel 2012 Paolo Perrone annunciò alla città l’avvio del nuovo Piano Urbanistico con un incontro pubblico intitolato “Ecolecce, il nuovo piano. Aspettative dei cittadini e qualità del futuro”; “bella e possibile”   definì la città il Sindaco in quella occasione.

Ma le risposte a quelle aspettative non ci sono ancora: esse restano tuttora inevase. Dimentichi che la pianificazione urbanistica è un diritto di cittadinanza.

Questo ritardo è una mortificazione della città, non un fatto meramente tecnico.
Perchè scegliere come, quando e dove trasformare e migliorare Lecce è una questione politica che incide, quotidianamente, sulla nostra vita.

Così dice il TAR Lecce in una delle tante sentenze che condanna il Comune alla riqualificazione per decadenza dei vincoli urbanistici:
il nuovo PUG non si accompagna a tempi ragionevoli per l’espletamento delle singole fasi procedimentali che allo stato paiono eccessivamente dilatati”.
Un tempo senza fine che lede gli interessi pubblici e privati della città.

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