Terra Rossa: un inutile sequestro.

“Crediamo che il modo migliore per dare “un valore di comunità” all’occupazione sia quello di pretendere da parte dell’amministrazione l’impegno alla riapertura per il prossimo anno scolastico degli “Angeli di Beslan”, il gesto più politico che possa immaginarsi a chiusura di questa vicenda.
Siamo certi che i primi a dichiararsi favorevoli al riuso di quell’edificio come asilo nido per la città siano propri quelli di Terra Rossa.
Nessun conflitto né braccio di ferro è pertanto necessario; nessuno ordine di sgombero dovrà essere disposto. Poter consentire a settembre a 66 famiglie leccesi di poter utilizzare l’asilo nido comunale è un obiettivo a cui tutti come cittadini e amministratori dobbiamo impegnarci.”

Così ci esprimemmo il mese scorso sulla vicenda di Terra Rossa.
Oggi è stato eseguito il il sequestro preventivo dell’edificio comunale di Via Casavola, disposto dall’autorità giudiziaria dopo una denuncia da parte del comune
L’esito che avevamo scongiurato s’è purtroppo compiuto.
Per miopia politica del sindaco Perrone che non ha mai preso in considerazione la possibilità di un conclusione diversa di questa vicenda.
Sono prevalsi in lui – come spesso accade – pregiudizi politici e culturali che gli hanno impedito di vedere ciò che accadeva realmente: il riutilizzo di un asilo comunale da circa quattro anni chiuso per inaccettabili inadempienze politiche e ritardi amministrativi che ha privato la città di un servizio pubblico essenziale per 66 famiglie ed i loro bambini.
E all’interno del quale gli spazi sono stati ripuliti e rispettati, tutta l’attività sociale s’è svolta alla luce del sole e senza disturbo della quiete pubblica. Un’occupazione abusiva, certo, ma con modi e pratiche diverse da quelle “tradizionali” dell’antagonismo sociale. Rivendicata pubblicamente da docenti dell’università, professionisti e forze politiche.

Date queste premesse decidere di denunciarla all’autorità giudiziaria  poteva comprendersi solo in ragione del superiore interesse pubblico a disporre con urgenza dell’edificio per poter finalmente riaprire l’asilo comunale. Ed invece:

1. proprio in questi giorni viene pubblicato l’avviso di iscrizione per l’anno educativo 2016-2017 ai bambini da tre mesi a tre anni nel quale non compare l’asilo “Angeli di Beslan“;
asili
2. non è stata ancora risolta – dopo 4 anni! – la questione della proprietà del suolo con AQP che impedisce l’accatastamento dell’immobile, l’agibilità dello stesso, l’iscrizione nell’albo delle regione Puglia delle strutture autorizzate.

Che senso ha volersi riappropriare di un’edificio pubblico colpevolmente chiuso da oltre 4 anni – all’interno del quale non ci sono cittadini pericolosi, non si svolgono attività illecite, non si arreca danno alle cose, non si procura disturbo ai cittadini  – se nel frattempo non s’è in condizioni di poter offrire alla città la riapertura dell’asilo “Angeli di Beslan”?
Esclusivamente quello di mostrarsi inflessibile nel pretendere il rispetto della legge;
e provare a nascondere la colpevole responsabilità politica di non aver risolto un pasticcio amministrativo che impoverisce la qualità di un servizio pubblico essenziale per la città.

Il risultato di questo rigore legalitario combinato con lassismo politico farà si che l’edificio di via Casavola presto – forse – verrà messa a norma come la legge impone.
Ma non potrà essere riaperto fino a quando il comune non risolverà la questione della proprietà del suolo e prevederà in bilancio la risorse necessarie a garantirne la gestione (oggi inesistenti). Quindi almeno per un altro anno. Un capolavoro di arroganza e miopia.
L’intelligenza è tollerare ciò che proprio non ci piace e non si condivide quando ci sono buone ragioni per farlo.

 

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