L’inutile Distretto Urbano del Commercio

Lo diciamo senza giri di parole:
il Distretto Urbano del Commercio approvato dalla Giunta Perrone non è ciò che serve alla città.
Lecce ha bisogno di una programmazione capace di integrare le evoluzioni del mercato e della rete distributiva con le future scelte urbanistiche. L’analisi della rete commerciale del territorio comunale per la realizzazione di un DUC evidenzia limiti che non garantiscono questo obiettivo.
Vediamo quali sono i più importanti.

1. L’analisi della rete commerciale fotografa con nitidezza la situazione esistente al 2014 – quindi non aggiornata alle ultime autorizzazioni di medie e grandi strutture – senza alcuna indicazione sull’evoluzione intervenuta negli ultimi anni. E’ un fotogramma – e non una pellicola – che impedisce di capire ad esempio quanti sono gli esercizi di vicinato aperti e cessati negli ultimi 10-15 anni per effetto dell’arrivo della grande distribuzione organizzata.

duc

2. Nell’esaminare la situazione delle medie e grandi strutture di vendita lo studio prende in esame esclusivamente le localizzazioni poste all’interno del territorio cittadino, ignorando gli effetti prodotti da centri commerciali di Cavallino e Surbo, veri e propri attrattori di consumo per tutti i residenti. Un paradosso se solo si pensa alla massiccia campagna pubblicitaria di questi giorni in città che annuncia l’apertura di di un nuovo store per l’arredamento alle porte di Lecce.

3. Nel presentare le tre possibili ipotesi di realizzazione di un DUC (Centro-Mazzini; Mazzini-Stadio; San Pio) non vengono descritti – e quindi messi a confronto – gli obiettivi di riqualificazione da conseguire, i progetti da realizzare per potenziare l’attrattività dell’area, gli impegni finanziari necessari che deve garantire il comune.

4. Nello scegliere di realizzare il DUC Mazzini-Stadio non c’è alcuna motivazione che giustifica la scelta fatta dalla Giunta a fronte delle altre proposte indicate: manca uno studio dettagliato riferito al rapporto tra offerta commerciale e n.di residenti.
S’è semplicemente preferito intervenire sulle due aree urbane che attualmente ospitano la maggior offerta commerciale della città senza però impegnarsi in una loro rivisitazione alla luce delle notevoli criticità che emergono dalla congestione urbana e dal loro rapporto con gli altri quartieri urbani ( Centro Storico, San Pio, Santa Rosa).

Insomma è evidente che siamo in presenza di un provvedimento debole negli obiettivi, evanescente negli strumenti, incomprensibile nelle motivazioni concrete.
Alla luce delle sofferenze enormi che sta vivendo il settore del commercio a Lecce – come recenti studi nazionali hanno confermato –  solo la redazione e approvazione del Documento Strategico del Commercio può assicurare scelte che abbiano una visione di lungo periodo e non siano come sempre dettate dall’emergenza e dall’occasionalità.

 

 

 

 

Un pensiero su “L’inutile Distretto Urbano del Commercio

  1. analisi perfetta . La programmazione del Distretto oltre a partire dagli ultimi dati dovrebbe essere impostata sull’occhio lungo di ciò che si richiede alla futura città, la smart city, essere sostenibile, in grado di autosostentarsi, e di ricucire i rapporti umani e sociali che anche per colpa di una sbagliata distribuzione (grandi supermarcati) si sono persi

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.