Cara Loredana Capone ti scrivo a proposito dell’ex Galateo.

Cara Loredana,

è stato anticipato dai media locali che nei prossimi giorni verrà presentato il progetto per “la realizzazione di recinzione, vialetti, arredo, rete fognante, illuminazione, blocchi per servizi,messa in sicurezza e rifunzionalizzazione dell’area verde circostante l’immobile dell’ex Galateo“, grazie ad un finanziamento regionale di 1.200.000 euro.

E’ una buona notizia, non c’è dubbio. Ogni qual volta si attivano interventi di recupero di spazi pubblici in stato di abbandono e degrado i benefici per le città sono evidenti e tangibili. E non c’è dubbio che da tempo l’ex Galateo rappresenti un problema irrisolto per Lecce.
Sarebbe una bellissima notizia se l’annuncio del finanziamento regionale per il recupero del Parco potesse considerarsi la tappa conclusiva del percorso necessario per restituire quell’area bellissima.
Purtroppo – io credo –  è invece solo la prima: ne mancano ancora diverse e ugualmente importanti.
1. ci vuole un progetto di recupero dell’immobile, senza il quale avremmo un’area a verde a servizio di un edificio dismesso e pericolante;
2. ci vuole un progetto di destinazione di quell’immenso spazio – sede del vecchio sanatorio – per decidere cosa vogliamo che diventi: c’è chi lo ha immaginato sede della Provincia (nel 2008); chi nuovo edificio per case popolari (nel 2012); chi Casa della Cultura (nel 2014); chi sede della nuova Questura (2015)
3. ci vuole un accordo di programma tra le istituzioni interessate: la ASL che ne è proprietaria, la Regione che mette i soldi, il Comune che lo ospita;
4. ci vuole un’idea di gestione del parco in un momento segnato dal taglio brutale delle risorse comunale sulla manutenzione del verde urbano. 

Per dare valore a questo importante investimento regionale è quindi necessario costruire attorno ad esso la cornice pubblica ancora mancante. E stabilire una volta per tutte cosa debba diventare quell’immobile.
Sai meglio di me – dall’alto delle tue esperienze di governo negli enti locali – che la ricerca del finanziamento è importante ma non decisiva nella realizzazione di opere pubbliche utili alla comunità; che spendere bene è più importante dello spendere e basta; che l’uso quotidiano è più importante del taglio del nastro. Per questo sarebbe importante fare seguire a questa delibera tutto il resto: diversamente rischieremmo di avere un ciliegia (un bell’area a verde) senza la torta (il recupero di uno spazio urbano strategico).

E’ questo l’invito appello che ti rivolgo: utilizza tutte le tue capacità e i poteri della Regione per completare quello che serve per fare dell’ex Galateo una scommessa realmente vinta.

Un caro saluto

carlo salvemini

3 pensieri su “Cara Loredana Capone ti scrivo a proposito dell’ex Galateo.

  1. Ci si dimentica che quell’edificio porta la firma di un grate ingegnere, Pierluigi Nervi, concordo nel recuperare prima l’immobile è successivamente l’area verde che lo circonda.

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  2. Rodolfo, nonostante sappiamo che all’interno l’immobile presenta vari elementi di criticità legati ad atti vandalici e degrado, resta fermo il suo valore di importante testimonianza della storia urbana e dell’architettura della città. Attualmente sull’immobile esiste una tutela ope lege che lo annovera tra i Beni Culturali, abbiamo sollecitato l’AC più volte a riaggiornare il quadro dei suoi beni culturali moderni, anche il virtù del redigendo nuovo Piano Urbanistico Generale. Vigileremo affinchè qualsiasi progetto futuro si confronti nei modi più adeguati con questa importante memoria della città.
    Grazie.

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  3. 1.200.000 euro (di cui almeno 150-200.000 euro saranno parcelle x il solito studio di architettura…) per riqualificare un’area enorme attorno a un edificio la cui sorte è del tutto sconosciuta. Il parco di Belloluogo, completato da pochissimo tempo, è già in completo abbandono. Non hanno la minima idea di come fare per renderlo attrattivo, ci sono edifici pronti all’uso già vandalizzati… ma quando ci sono “i fondi” ecco che si spendono allegramente. Questo meccanismo grazie al quale se ci sono finanziamenti si devono spendere, senza avere idea di cosa sia un progetto, e di come si possa garantire una “vita” a questi spazi riqualificati, ha generato sprechi enormi, ma laute parcelle per i professionisti e utili d’impresa impensabili sul libero mercato. Si progettano opere edili, aiuole, pergolati, anfiteatri… ma non ci si chiede mai perché una persona dovrebbe “naturalmente” decidere di trascorrere il suo tempo in questi luoghi. Come al solito, il messaggio dai politici gestori dei fondi pubblici sarà: abbiamo fatto un parco, quindi USATELO. Così facciamo riqualificazione e sviluppo. Traduzione: se non puoi uscire dal tunnel, arredalo.

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