Ogni vetrina che si spegne è un pezzo di città che muore. Una proposta al Sindaco.

Nei giorni scorsi siamo intervenuti sulla necessità che il comune si doti di uno strumento di programmazione – il documento strategico del commercio – fondamentale per garantire equilibrio ad  un settore economico importantissimo in città e porre un freno all’apertura di medie e grandi strutture di vendita.
A breve verrà discussa in consiglio comunale la nostra mozione che impegna l’amministrazione a predisporre in tempi brevi – ed in sintonia con il nuovo Piano Urbanistico Generale – uno studio analitico  “per la quantificazione del fenomeno commerciale comprendente gli esercizi di vicinato suddivisi per settore merceologico, la localizzazione e la classificazione di ciascuna media e grande struttura esistente; la mappatura delle possibilità di insediamento di strutture commerciali e delle relative condizioni normative e requisiti di insediamento previste dagli strumenti urbanistici vigenti; la consistenza dei mercati rionali; una valutazione dei problemi del commercio, con riferimento alle diverse zone del comune e alle diverse tipologie di attività e dell’adeguatezza delle previsioni di insediamento di medie e grandi strutture di vendita”. 

Proprio in questi giorni la stampa nazionale ha diffuso la notizia di un importante progetto  tra ANCI e Confcommercio per l’avvio di un percorso di sperimentazione finalizzato alla redazione di proposte e progetti nelle quali le attività commerciali giocano un ruolo decisivo. Hanno aderito 44 comuni d’italia. (Matera, Pordenone, Treviso, Udine, tra le città entro i 100 mila abitanti). Lecce non c’è!
Con esso si intende porre rimedio ad un fenomeno diffuso che colpisce non solo i centri storici, ma anche quelli moderni e le periferie: la desertificazione commerciale, l’omologazione dell’offerta, la riduzione dei negozi tradizionali, l’incremento del commercio ambulante. E che si unisce alla carenza di servizi, tra tutti quelli di mobilità sostenibile ed efficiente.

Con il  “Laboratorio Sperimentale Nazionale sulla Rigenerazione Urbana”  si vogliono così promuovere, diffondere e normare negli atti di pianificazione urbanistica adeguate azioni finalizzate ad arrestare i fenomeni di desertificazione commerciale e le ricadute negative in ambito ambientale, sociale ed economico; a garantir funzioni e servizi di prossimità al cittadino, anche a tutela delle fasce deboli della popolazione e per la riduzione degli spostamenti con mezzi privati.

Nel presentare questa iniziativa il Vice Presidente di ANCI ha detto:
“ogni vetrina che si spegne è un pezzo di città che muore. Se nelle città funziona il commercio abbiamo città vive, che funzionano e che generano vita sociale. Noi come sindaci vogliamo città più vivibili e che abbiano capacità di immaginare il loro futuro attraverso la riscoperta delle loro vocazioni.

Da qui la proposta al Sindaco Perrone, vice presidente vicario dell’ANCI:
Lecce sta preparando il nuovo Piano Urbanistico; non dispone del documento strategico del commercio; vive una situazione di espansione incontrollata di medie e grandi strutture di vendita. Ci sono quindi tutte le condizioni per inserirla nell’elenco delle città aderenti a questo laboratorio. Attiviamoci.

 

 

 

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