A Lecce serve l’Agenzia degli affitti.

Ieri – ancora una volta – si è perduta l’occasione di disegnare una “politica nuova” per la casa in città. Messa di fronte alla possibilità di scegliere come investire 90.000 euro (incassati come corrispettivo per l’installazione di ripetitori di telefonia mobile) nel settore dell’Edilia Residenziale Pubblica l’amministrazione aveva due possibilità: decidere finalmente di rispondere ad una previsione della legge regionale, ad una sollecitazione proveniente da sindacati e associazioni degli inquilini, ad una valutazione recentamente espressa dal consiglio comunale e istituire finalmente l’Agenzia per gli affitti;  preferire l’acquisto da privati di due piccoli appartamenti da aggiungere al patrimonio pubblico da assegnare a due nuclei familiari iscritti in graduatoria ed in attesa di assegnazione.

La scelta manco a dirlo è caduta sulla seconda opzione, aggiungendo un nuovo capitolo alla saga delle compravendite immobiliari di Palazzo Carafa da anni impegnato in operazioni schizofreniche di cessione e acquisizione di appartamenti, uffici, terreni. Molto più accattivante politicamente poter dire che “si è dato risposta ai bisogni della gente” che impegnarsi ad offrire “un servizio utile alla cittadinanza“. Resta così ancora una volta al palo lo strumente cardine per  favorire l’incontro tra domanda e offerta di casa, il rispetto delle norme contrattuali, il contenimento dei prezzi degli alloggi in locazione: strumento indispensabili per dare corpo ad una seria politica abitativa.
Quella che la città attende da troppo tempo.

A nulla è valso ricordare che grazie al finanziamento di 5 milioni di euro della Regione Puglia si potranno presto realizzare 54 nuovi alloggi popolari e che quindi quei 90.000 euro di risorse comunali dovevano essere più utilmente destinate.

Troppo spesso – come accaduto ieri – il Consiglio Comunale vota preoccupato di acquire un consenso di parte invece di garantire un servizio di utilità generale, più complicato da incassare politicamente. Si tratta, al solito, di decidere se impegnarsi (anche a fin di bene) per i bisogni di qualcuno o per i diritti di tutti.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.