Nuove concessioni balneari: molto rumore per nulla.

L’amministrazione comunale ha diffuso ieri – su richiesta della commissione urbanistica – l’elenco completo delle domande presentate da privati per il rilascio di nuove concessioni demaniali marittime.
C’è stato molto fermento attorno ai dati diffusi: da parte di chi paventa favoritismi e discrezionalità a vantaggio di qualche fortunato imprenditore; di parte di che evoca il rischio di nuove contenziosi per il danno subito da chi non ha finora ricevuto risposta; da parte di chi suggerisce l’urgenza di approvare una mozione in consiglio per spiegare a tutti gli interessati che in assenza del piano comunale delle coste (PCC) è tutto fermo.
Molto rumore per nulla, verrebbe da dire.
Sul punto la legge regionale è chiarissima.
Art. 15 della L.R. n.17/2015
Fino alla data di approvazione del PCC  il rilascio delle concessioni demaniali è disciplinato dal vigente Piano Regionale delle Coste” (che lo impedisce per zone sottoposte ad erosione costiera come il nostro litorale).

Quindi:
1. le marine leccesi sono in erosione costiera;
2. il comune di Lecce non ha ancora approvato il PCC;
3. siamo costretti ad essere disciplinati da uno strumento sovraordinato – il PRC regionale – perché inadempienti
4. non possono essere rilasciate nuove concessioni demaniali marittime;
5. quelle vigenti potrebbero avere validità sino al 2020;
6. dalla data di approvazione del PCC devono trascorrere almeno tre anni prima del rilascio di nuove concessioni durante i quali è obbligatorio intraprendere iniziative di mitigazione dell’erosione costiera.

Al momento il vero dato politico resta  il clamoroso ritardo del Comune di Lecce nell’approvazione del PCC: che danneggia la nostra costa a causa di un’erosione che non è comprensiva delle inadempienze di Palazzo Carafa; per i cittadini che non dispongono dello strumento di programmazione cardine che garantisce loro accessibilità ciclopedonale al mare, parcheggi, spiagge libere attrezzate; che penalizza i nuovi aspiranti imprenditori balneari cui è impedito di poter avviare nuove attività.
La mancata approvazione del piano comunale della coste è il primo e principale danno arrecato alle nostre marine.

Su questo si dovrebbe incalzare l’amministrazione Perrone.
Noi l’abbiamo fatto sin dal 2012 presentando una mozione con la quale chiedevamo l’avvio urgente delle procedure per l’approvazione del PCC. Venne bocciata dalla maggioranza (con il voto di chi oggi chiede chiarezza).
E di nuovo nel 2013 con una serie di sollecitazioni pubbliche alla quale l’assessore Martini rispose così:  “In merito alle critiche avanzate dal consigliere Carlo Salvemini relativamente al nuovo Piano comunale delle Coste sono opportune alcune precisazioni. (…) Siamo a buon punto, continuo a restare fiducioso: entro l’anno (!) il lavoro sarà ultimato per essere poi portato all’esame del Consiglio comunale per l’adozione e, successivamente, all’attenzione della Giunta regionale per la definitiva approvazione” (11 settembre 2013)

Il danno subito dalla città è questo. Il resto è polemica fine a se stessa.

 

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