Muoversi tra pattumelle e carrellati…

La raccolta differenziata porta a porta continua a incontrare grosse difficoltà come confermato oggi in commissione dagli amministratori di condominio, protagonisti di autentiche odissee per venire a capo di situazioni che in molti casi paiono irrisolvibili..
Il grosso scoglio che rallenta il crono programma predisposto dal comune (oltre a ordinari disservizi) è da tempo noto.

Ricapitoliamolo:
nei condomini fino a dieci appartamenti vengono consegnati, a ciascun nucleo familiare, le cosiddette “pattumelle” multimateriale che, nei giorni fissati da Monteco, devono essere posizionate vicino al portone d’ingresso;
nei condomini con appartamenti superiori a dieci e muniti di adeguati spazi di servizio vengono consegnati all’amministratore i cosiddetti “carrellati” multimateriale nei quali conferire i rifiuti e che gli inquilini devono poi posizionare in strada nei giorni di ritiro.

Accade però che moltissimi medi e grandi palazzi della nostra città non dispongano di aree condominiali di servizio in cui posizionare i carrellati che non possono essere posizionati su aree pubbliche. E qui comincia l’ingorgo e il caos che sta esasperando tanti cittadini.
Il sistema di raccolta previsto dal capitolato per le utenze domestiche è tutto impostato su questo schema che la situazione concreta sta facendo saltare.
Anche perché non si è ancora capito come si possa gestire il posizionamento per strada di decine e decine di pattumelle in marciapiedi su quali affacciano tante vetrine commerciali, ingressi negozi ecc.
Questo è il motivo che per ora blocca la partenza del porta a porta nel quartiere Mazzini: provate ad immaginare tutti i condomini nel quadrilatero della piazza, dove ci sono oltre 20 appartamenti per palazzo e nessuna area di servizio, con file di 40-60 pattumelle sui marciapiedi…

Domanda: come mai non si è previsto in fase di scrittura del capitolato che questo sistema potessero determinare disservizi?
A rispondere devono essere tecnici e amministratori che hanno predisposto e approvato quegli atti.
Riuscire a venirne fuori non sarà semplice.
E prevedibilmente non sarà a costo zero per la città

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