Accessi al centro storico: liberi tutti, o quasi

Ieri sera – dopo lunga attesa – è stato finalmente approvato il regolamento per la circolazione dei veicoli nella ZTL. Lo strumento che indica chi può accedere all’interno della stessa in deroga all’orario di chiusura stabilito dalle ordinanze.

Sono stati discussi e votati i nostri 25 emendamenti già presentati in occasione di un incontro pubblico il 12 dicembre scorso (https://www.facebook.com/leccecittapubblica/posts/911329932254470) Il risultato è nettamente al di sotto delle aspettative.

1. Sono stati bocciati dalla maggioranza (e dal PD) le proposte di eliminazione dei pass permanenti previsti per
– emittenti televisive e giornalistiche (attualmente 322);
– artigiani e altre ditte che effettuano manutenzioni al domiclio di clienti residenti nella ztl (attualmente 46);
– assistenza ad anziani e infermi (attualmente 883);
– titolari di studi professionali (attualmente 542).

2. Non accolta la limitazione di massimo due autorizzazioni per nucleo familiare residente nella ZTL sprovvisto di parcheggio auto (chi ha intesto 3,4,5 auto può continuare a entrare e parcheggiare nel centro storico con tutti i mezzi di proprietà).

3. Respinta la proposta di eliminare ogni distinzione tra disabili residenti e non residenti in città al fine di sburocratizzare procedure che procurano disagi e contestazioni e migliorare l’accessibilità.

4. Non accolta la richiesta di ridurre da sei a tre mesi la durata indicata per l’azzeramento della situazione esistente (rappresentata da circa 13.000 pass permanenti e 4.000 temporanei in circolazione).

5. Bocciata la richiesta di rilascio di vetrofanie anche per i pass temporanei (attualmente documentati su carta semplice) perché rappresenterebbe un aggravio di spesa: una motivazione incredibile in una città che incassa circa 6 milioni di euro per verbali!

6. Accolta all’unanimità, invece, la richiesta di attivazione di un protocollo generale informatico per la gestione del sistema di rilascio dei pass; l’introduzione del certificato unico disabili europeo (CUDE) come contrassegno di riconoscimento per l’accesso alla ZTL

La maggioranza ha inoltre previsto pass per i dirigenti e il segretario generale del comune; per i soci degli studi professionali associati; per le auto ibride.
Liberi tutti, o quasi. Scelte coerenti con un’idea di limitazione evidentemente molto attenta al consenso e poco agli interessi della città. Gli amministratori che rinunciano a scelte coraggiose sul tema della circolazione ottengono il plauso della maggioranza dei cittadini (il partito delle auto è maggioritario) ma non curano gli interessi diffusi della comunità e la salute pubblica.

Questo il risultato. Naturalmente non si poteva votare a favore. L’unico motivo di soddisfazione è che la città dopo oltre 16 anni di gestione discrezionale, clientelare e opaca si dota di regole e controlli sul rilascio dei pass. Troppo poco.

Infine.
Tanti hanno immaginato che questo strumento potesse rimediare ad un lungo ciclo di governo segnato da immobilismo, superficialità, inadempienze, ritardi nelle politiche della mobilità urbana. Che con un elenco di regole di accesso alla ZTL fosse possibile azzerare le non scelte di questi venti anni. Un’aspettativa ingenua; e inconsapevole del fatto che le non scelte politiche hanno un prezzo. Che la città paga. Non avere mai predisposto un piano della mobilità sostenibile; non aver investito sul trasporto pubblico; aver sprecato 23 milioni di euro con il filobus; non avere aggiornato da oltre dieci anni il Piano Generale del Traffico; non avere dato esecuzione al Piano Parcheggi; non aver investito convintamente sulla mobilità ciclistica. Sono tutti handicap che il regolamento non poteva ovviamente cancellare. Il regolamento aveva il solo scopo di ridurre – a condizioni date – il carico veicolare nel centro storico in attesa di una nuova politica sulla mobilità urbana. Un obiettivo non decisivo ma comunque importante.

S’è deciso anche in questo passaggio di incoraggiare l’uso del mezzo privato rinunciando a qualunque decisione che potesse scontentare i propri elettori.
Una scelta di coerenza.
Una scelta al ribasso.

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