Tributi allo spreco

ho un immobile di proprietà che ospita l’Ufficio Tributi;
ho un bilancio in forte sofferenza per la gestione sconsiderata e irresponsabile del pubblico denaro;
ho necessità di monetizzare il mio patrimonio pubblico;
metto in vendita l’immobile, valore d’asta 2.100.000 euro;
l’acquista l’unico offerente per 2.300.000 euro;
devo liberarla entro 10 mesi dall’aggiudicazione;
non mantengo l’impegno assunto e la occupo “sine titulo” per ulteriori 26 mesi;
l’acquirente sollecita più volte la presa in possesso dell’immobile;
propongo una transazione: offro la somma di 384.000 euro come indennità di occupazione (15.000 euro/mese per 26 mesi) all’acquirente.

Questo è accaduto al Comune di Lecce tra il novembre 2011 e il dicembre 2014.
Sembra una classica operazione immobiliare nota come SALE & LEASE BACK (quella di Via Brenta per intenderci):
possiedo un bene, lo vendo e monetizzo, continuo a occuparlo pagando un canone.
Solo che in questo caso- atti alla mano- non c’è contratto, non c’è atto di indirizzo del consiglio comunale, non c’è valutazione di congruità dell’indennità di occupazione, non c’è parere del collegio dei revisori.
Tutto è avvenuto con determine dei dirigenti nel tentativo di regolarizzare un serie di evidenti illegittimità.

Per aggiungere un ciliegina sulla “torta dello spreco” il Comune – che occupa a titolo oneroso la vecchia sede di Via Palumbo – comincia a corrispondere anche un canone di circa 9.000 euro al proprietario dei nuovi uffici in Piazza Partigiani per i quali ha sottoscritto regolare contratto.E questo per 10 mesi, fino al trasloco definitivo.

Di questo abbiamo parlato oggi in commissione.
Per iniziativa di Paolo Foresio e Antonio Rotundo.
C’è voluto poco tempo per decidere di segnalare questa incredibile vicenda agli organi di controllo interno e alla Corte dei Conti.

p.s.
In compenso il Comune che da marzo 2015 ha la responsabilità della scuola pubblica per adulti – il CPIA – lamenta di non avere soldi per locare una sede con circa 20 aule. Per colpa – sostiene – della spending review e dei tagli del governo centrale.
Degli sprechi di casa propria – questo e tanti altri – si fa finta di non vedere e non sapere.

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