Le scuole non possono chiudere

che cosa sono i CPIA?
Sono delle scuole pubbliche per adulti – anche stranieri – che erogano percorsi di istruzione di primo e secondo livello e di alfabetizzazione della lingua italiana e che hanno sostituito – a partire da quest’anno – quelli che erano i corsi serali e i centri territoriali permanenti.
A Lecce ne è stata istituito uno per iniziativa della Provincia e autorizzazione della Regione Puglia.
A partire dal marzo del 2015 per disposizione del Ministero i compiti e le funzioni del CPIA sono stati attribuiti ai comuni.

Succede che la scuola è stata sfrattata da quella che finora era la sua sede, 20 spazi presso l’ex CNOS in via dei Salesiani (di proprietà della Provincia), per rimediare alla carenza di aula di due istituti superiori della nostra città, il Virgilio ed il Calasso. Quindi, per effetto di un invito di sgombero dei locali disposto dall’amministrazione provinciale, il CPIA da mercoledì sarà impossibilitata a poter svolgere il servizio di istruzione e ad interrompere un pubblico servizio.

Come mai di questa incredibile vicenda si parla molto poco?
Perché la stragrande maggioranza degli studenti iscritti non hanno famiglie italiane alla spalle, non votano a Lecce, non esercitano pressione sui decisori politici. Sono in maggioranza stranieri che frequentano corsi di alfabetizzazione della lingua italiana finalizzati all’ottenimento di una certificazione fondamentali per il rilascio del permesso di soggiorno, In poco più di un anno il CPIA di Lecce ha svolto 50 sessioni di esami per 1500 utenti finali, grazie ad una accordo con il Ministero dell’Interno.

Come mai si è arrivati a questo punto?
Pe il trasferimento – senza risorse – delle competenze dalla Provincia al Comune.
Per l’inesistente collaborazione tra gli enti capace di assicurare una gestione proficua e ottimale degli immobili e di garantire la sicurezza degli operatori e degli utenti.
Un classico pasticcio italiano.

Non si tratta ora di individuare responsabili ma di trovare soluzioni capace di garantire il diritto all’istruzione di centinaia di cittadini.
Sarebbe politicamente incomprensibile che due istituzioni che distano pochi metri l’una dall’altra, impegnate entrambe nella dismissione del proprio patrimonio immobiliare, rette da leader dello stesso partito non siano nelle condizioni di garantire 20 aule ad un istituzione prevista dal nostro sistema nazionale scolastico.

Mi auguro che Gabellone e Perrone si rendano conto dell’importante funzione formativa del CPIA di Lecce e del dovere di assicurare la continuità del servizio a docenti e studenti.
Per quello che possiamo ci adopereremo perché questo importante risultato si possa ottenere.

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