Lecce Città Pubblica

Lecce Città Pubblica Manifesto

Lecce Città Pubblica è un’associazione politica che riunisce cittadini “senza tessera” impegnati a tenere aperto uno spazio di partecipazione, studio, approfondimento e iniziativa sui temi della città che, alle elezioni amministrative dell’11 giugno, sosterrà la candidatura di Carlo Salvemini Sindaco di Lecce.

“Siamo un’associazione politica che oggi offre alla città una storia di impegno civico che abbiamo messo a diposizione dei leccesi, non uno spazio politico effimero, di questo ci sentiamo forti”, sottolinea l’architetto Rita Miglietta, presidente dell’associazione Lecce Città Pubblica. “Abbiamo una storia ricca di esperienze, di iniziative e proposte politiche che hanno contribuito ad un arricchivmento notevole del dibattito pubblico della città e hanno segnato positivamente passaggi significativi del massimo organismo democratico delle scelte politiche delle città, il consiglio comunale. Oggi Lecce ha un’occasione straordinaria per fare un grande passo avanti: siamo convintamente dentro la nostra comunità e con i nostri alleati condividiamo questa sfida, che, senza Carlo Salvemini non sarebbe possibile. Carlo è il miglior sindaco della città, ce lo dice la sua storia, sempre orientata alla costruzione di un futuro per la città che conosce nel profondo, ce lo dice la sua forza nell’aver sempre combattuto tutto ciò che minaccia il ruolo delle istituzioni: agire per il bene pubblico, dimostrando un amore incondizionato per i cittadini, ciò che fa la differenza per essere un Sindaco di tutti”.

Tutti i componenti e le componenti della lista, quasi tutti alla prima esperienza politica diretta, hanno scelto di candidarsi e attivarsi in risposta all’appello di Carlo Salvemini. La squadra è composta da Emanuele Astoricchio (studente), Francesco Calabro (avvocato), Giovanna Cammarota (mamma impegnata in comitati e associazioni di genitori), Luisa Carpentieri (avvocata, cofondatrice del Codacons Lecce), Giovanni Castoro (avvocato), Carlo Chiappini (insegnante in pensione), Diego Dantes (commerciante e attivista), Silvia De Carlo (insegnante di scienze motorie), Fiorella De Luca (archeologa), Alessio De Mauri (giovane impegnato in attività di riqualificazione del quartiere San Pio), Ramon De Pascalis (ingegnere), Davide Dongiovanni (centralinista, esperto in informatica, attivista per i diritti dei non vedenti), Giovanni Falcicchia (insegnante di matematica e fisica), Valerio Guacci (maestro d’arte, disegnatore industriale e commerciante), Pierpaolo Lala (giornalista e operatore culturale), Annarita Maggipinto (criminologa), Simona Marchetti (architetta), Gabriele Margiotta (presidente del Club Unesco di Lecce), Natasha Mariano Mariano (medico), Virginia Meo (progettista sociale e attivista nel mondo del terzo settore e del volontariato), Silvia Miglietta (dipendente nella grande distribuzione), Gabriele Molendini (bancario), Cosimo Murri Dello Diago (avvocato), Pierpaolo Patti (avvocato), Dominique Presicce (insegnante di Chimica), Rosalba Ragosta (docente di Storia Economica a Napoli), Sergio Salvatore (docente di Psicologia dell’Università del Salento), Diego Sicorello (esperto in gestione e sviluppo di progetti internazionali), Serenella Stamer (insegnante nella scuola primaria), Stefano Todisco detto Tobia Lamare (dj, musicista e operatore culturale), Antonio Verri (dipendente dell’ispettorato del lavoro) e Mirko Zacheo (odontotecnico che lavora nel mondo del commercio).

“Non sarei qui se, da sette anni, un gruppo di persone non avesse deciso di mettersi al mio fianco, di sostenermi, di condividere con me un percorso d’impegno”, ha sottolineato Carlo Salvemini. “Questa lista riassume il senso di un lavoro cominciato da tempo, che qui viene offerto al giudizio di tutti. C’è tanto di noi, c’è tanto impegno, tanta voglia ulteriore di potersi spendere per la città. A ciascuno di voi io dico grazie per averci creduto e dico da subito, che il nostro impegno non si concluderà dopo la vittoria elettorale, ma continuerà: perché il mestiere più importante non è quello a cui mi candido io, ma è il mestiere a cui ciascuno di noi è chiamato nella sua quotidianità, il mestiere di cittadino, da coltivare sempre, oltre le scadenze elettorali”.

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